All’interno delle speciali cuffie (quelle coi controlli integrati) del nuovo iPod shuffle, è stato trovata della componentistica dedicata al DRM. Non è ancora ufficialmente noto il suo scopo, ma non è difficile ipotizzarlo: Apple vuole trincerare dietro la burocrazia gli introiti derivanti dalle loyalties.
Il chip in questione, il 8A83E3, è stato scovato da EFF, e sembra che sia usato per impedire che le società di terze parti possano praticare il “reverse-engineering” per scoprire la tecnologia alla base dello shuffle.
In questo modo il piccolo lettore multimediale (così come è stato per iPhone e iPod touch prima) viene di fatto blindato, e tutti i produttori di accessori saranno costretti a pagare royalties salate a Cupertino per poter usare il chip di autenticazione e integrarlo nelle proprie cuffie compatibili.
Risultato: chiunque immettesse sul mercato degli accessori senza l’autorizzazione di Cupertino rischierebbe una causa milionaria per violazione del DCMA.
E ciò è un peccato, perché con cavilli legali e tecnologici si complica inutilmente un dispositivo estremamente semplice come l’iPod shuffle, e si creano vincoli artificiali col solo scopo di legare a doppio filo gli utenti a Cupertino. È evidente che questa mossa non sia salutare né per gli utenti, né per il mercato, perché pone un freno fittizio alla competizione e all’innovazione.
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E’ gia’ stata smentita ieri! Non c’e’ nessun DRM… e’ solo un chip per il controllo delle funzioni dello shuffle!!!
http://blog.wired.com/gadgets/2009/03/ipod-shuffle-ea.html
di Andrea - 17 marzo 2009 - 09:12
Che Apple minimizzasse era prevedibile, ma non condivisibile. Apple può chiamare il chip come preferisce, ma resta *di fatto* un dispositivo DRM (anche se a Cupertino evitano accuratamente di dirlo) che impedisce ad altri di produrre cuffie compatibili con lo shuffle senza pagare le royalties (quasi $3, più i diritti di sfruttamento del brand iPod).
Certo, i produttori possono comunque fare reverse engeneering e produrre cuffie che *casualmente* funzionino con l’iPod Shuffle. Solo che poi devono sperare di non essere denunciate da Apple (legittimamente, per violazione del DCMA) oppure, devono sperare che Apple non cambi qualcosa nel software, rendendo questi prodotti non ufficiali incompatibili.
G.
di Gianluca Bragagnolo - 17 marzo 2009 - 09:21
Vediamo di chiarire… perche’ anche tu come gli altri blog che hanno inutilmente gridato allo scandalo, state facendo un pelino di confusione.
1) Qualsiasi cuffia al mondo che abbia il jack delle dimensioni corrette funziona (emette suono).
2) Non essendoci controlli sullo shuttle, da qualche parte li dovevano pur mettere… Ora, se non con un chip, come vuoi controllare i segnali inviati allo shuffle? Con il pensiero?
3) I produttori possono tranquillamente produrre i loro accessori e pagare le royalties se vogliono ottenere il brand “made for ipod”.
Come spiegato anche nell’articolo che ho linkato era gia’ accaduto con il connettore dock.
Occavoli… mi sono appena accorto che il mio televisore ha un telecomando con alcuni chip dentro e non funziona con altri televisori!!! HANNO MESSO UN CHIP DRM ANCHE LI! ORA LO SCRIVO SU TUTTI I BLOG!!!
di Andrea - 17 marzo 2009 - 16:12