La pruridecennale guerra tra Apple e Microsoft rischia di assumere dei contorni grotteschi che, presto, verranno discussi in tribunale. Steve Ballmer, l’attuale CEO di Redmond, ha infatti citato in giudizio Cupertino. La ragione? L’utilizzo del nome “App Store“, marchio registrato dalla Mela su cui Microsoft vuole mettere le mani.
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Solo pochi giorni fa, Steve Ballmer ironizzava sull’inutilità dei prodotti Apple, sfoggiando la sua solita e caratteristica sfacciataggine. I dati economici sull’ultimo quarto fiscale, però, potrebbero far passare al leader di Microsoft la voglia di scherzare: Redmond ha ottenuto guadagni inferiori rispetto a Cupertino.
Mentre Microsoft, infatti, ha incassato 16,20 milioni di dollari, Apple ha rimpolpato le proprie casse con ben 20 milioni, battendo addirittura il record storico di 19 milioni della società concorrente. Un risultato davvero schiacciante e inaspettato, che dimostra come la Mela non sia più metafora di una ristretta nicchia di utenti.
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Steve Ballmer ci ha abituato nel corso degli anni alle più svariate sparate. Questa volta il CEO di Microsoft ha voluto attaccare nuovamente Apple, mirando al significato del brand per gli utenti. L’occasione era una delle più ghiotte: la conferenza di Windows Phone 7, l’acerrimo nemico di iOS.
Secondo lo stravagante Ballmer, gli utenti in generale non sono interessati al marchio, semmai lo sono gli sviluppatori. Gli user cercano solamente qualcosa che soddisfi le proprie esigenze, senza troppo pensare alla filosofia alla base del produttore. Tuttavia, mentre Microsoft comunque riesce a lanciare un messaggio di varietà e completezza ai propri clienti, Apple non significherebbe assolutamente nulla.
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Qualche tempo fa la notizia era balzata su tutte le testate di settore: Apple aveva finalmente battuto Microsoft, confermandosi come l’azienda più virtuosa degli Stati Uniti. Redmond, tuttavia, non è rimasta con le mani in mano e ha lavorato faticosamente per riconquistarsi quel primo posto del podio che, come Steve Ballmer ha recentemente affermato, gli spetterebbe di diritto.
La rincorsa non ha ancora raggiunto il proprio termine ma, nel frattempo, un segnale importante arriva dagli analisti di borsa: le azioni di Microsoft sarebbero le più consigliate dai principali consiglieri del mercato.
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Un rumor circolato negli scorsi giorni dava come certa la presenza di Steve Ballmer al WWDC 2010, con l’intento di presentare la nuova suite Visual Studio approfittando dell’eco mediatica del keynote di Steve Jobs. A quanto pare, la presenza del leader di Microsoft è tutt’altro che confermata: un recente tweet avrebbe smentito questa ipotesi.
Data l’indiscrezione trapelata la scorsa settimana, il Web si è subito lanciato nelle più svariate ipotesi: oltre a Visual Studio, è cresciuta la convinzione che Ballmer potesse svelare Silverlight per iPhone, approfittando così del divorzio tra Apple e Adobe.
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Ecco una indiscrezione di quelle con la “i” maiuscola. Stando alle voci raccolte da Barron’s, tra gli illustri ospiti presenti al WWDC 2010 che avrà inizio tra pochi giorni, potrebbe essercene uno totalmente inaspettato. Parliamo di Steve Ballmer, CEO della Microsoft.
Nella pagina dedicata all’articolo si legge:
Trip Chowdhry, un analista della piccola Global Equities Research, sostiene che 7 minuti del keynote Apple del prossimo 7 giugno saranno tolti a Steve Jobs affinché Microsoft possa presentare Visual Studio 2010, la suite di strumenti di sviluppo della società. Chowdhry dice che la nuova versione di VS consentirà agli sviluppatori di scrivere applicazioni native per iPhone, iPad e Mac OS. Ed ecco la bomba: pensa che la presentazione di Microsoft non possa essere data da nessun altro che il CEO Steve Ballmer.
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Proprio ieri vi abbiamo informato delle dichiarazioni di Steve Ballmer che, andando in controtendenza rispetto ai propri soliti giudizi, ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro fatto da Apple su App Store. La notizia ha subito destato sospetti e, di conseguenza, sono stati ipotizzati i più svariati accordi fra le due aziende.
Di poche ore fa la notizia di una possibile alleanza tra Apple e Microsoft, per combattere i concorrenti a colpi di battaglie legali. Il rivale principale, sembra quasi inutile ribadirlo, sembrerebbe essere Google che, grazie al proprio Android, sta dando del filo da torcere a iPhone e Windows 7 Phone Series.
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Una notizia sicuramente curiosa sta rimbalzando per il Web: Steve Ballmer, il numero uno di Microsoft, si è complimentato con Apple per i successi di App Store. Di primo acchito, la notizia non può far altro che sorprendere, considerata l’idiosincrasia storica di Ballmer nei confronti di tutti i prodotti targati Mela. Analizzando più a fondo, tuttavia, si può ipotizzare come questa dichiarazione possa apparire come una banale tregua, in vista di un possibile accordo tra Cupertino e Redmond per portare Bing sul melafonino.
Durante un recente incontro presso l’Università di Washington, Ballmer avrebbe affermato:
Apple ha fatto davvero un buon lavoro con App Store, permettendo alle persone di monetizzare e commercializzare la loro proprietà intellettuale.
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La sua reale esistenza non è stata ancora provata, ma iTablet (o iPad o iSlate?) sta già scuotendo i mercati: tutte le principali aziende stanno producendo proprie soluzioni tablet e Microsoft corre ai ripari.
Lo scorso mese, Steve Ballmer ha presentato, senza riscuotere troppo entusiasmo da parte del pubblico, un prototipo tablet prodotto da HP. Ora Microsoft rincara la dose, dichiarando la propria intenzione di sfruttare le capacità touchscreen di Windows 7 nei futuri dispositivi prodotti dalle più importanti società del settore informatico. Sembra proprio che Redmond non sia intenzionata a rimanere in disparte in una delle partite tecnologiche più agguerrite degli ultimi tempi: l’imperativo è approfittare dei riflettori puntati su Apple, per portar giovamento ai guadagni dell’ultima versione di Windows.
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Durante una conferenza tenuta nella mattinata di venerdì scorso a New York, Steve Ballmer è stato stuzzicato da una domanda su quale fosse la sua opinione circa il momento positivo vissuto da Apple nei mercati desktop e notebook.
L’amministratore delegato di Microsoft, dimostrando di non avere peli sulla lingua, ha esposto la propria in modo decisamente poco diplomatico, con una dichiarazione ovviamente provocatoria e che senza dubbio si presta a critiche.
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