Hanno fatto la loro comparsa, su YouTube, alcuni interessanti videocaricati dall’utente LeopardOctober in merito alle nuove funzionalità presenti nel sistema operativo Mac OS X 10.6 Snow Leopard di Apple, di cui con tutta probabilità si avranno maggiori informazioni ufficiali in occasione della Worldwide Developer Conference 2009 in programma a San Francisco dall’8 al 12 giugno.
Il primo mostra la possibilità di impostare il comportamento di Spotlight nelle ricerche, specificandone il target in modo da ottenere risultati più precisi.
Un’altra novità per Mac OS X da Google: dopo averci lavorato tutto lo scorso anno, viene rilasciato Quick Search Box, uno strumento di ricerca, open source, che si candida a diventare una seria alternativa a Spotlight.
La versione messa a disposizione è una developer preview, dunque molto più sperimentale rispetto all’analoga Google Mobile App, disponibile per iPhone, permette di capire in che direzione si stia muovendo Google: ricerca contestuale, azioni ed estensibilità.
Spotlight è stata indubbiamente una delle grandi innovazioni introdotte con Mac OS X Tiger: è stupefacente la semplicità con cui rende possibile la ricerca di moltissimi tipi di file in qualsiasi Mac sulla vostra rete, avviare velocemente le applicazioni, trovate i documenti più velocemente che mai (digitando alcune parole contenute al loro interno).
Eppure Spotlight ancora non permette (come succedeva invece con Mela+F, in Panther) di individuare tutti i file memorizzati sul computer, in special modo quelli di sistema e nascosti dato che filtra i risultati in base a un’indicizzazione.
Il Web 2.0 ha contribuito a spostare notevolmente il baricentro della nostra vita digitale verso Internet: nello specifico, con l’avvento delle office-suite online (GoogleDocs, Zoho e simili) capita sempre più spesso che anche i nostri documenti siano memorizzati sulla rete, piuttosto che nel nostro hard disk.
Per chi gestisce molti documenti sul computer, risulta un validissimo aiuto, nella loro ricerca, il ricorso a SpotLight, una delle funzioni più apprezzate di Mac OS X, introdotta a partire da Tiger; ma non sarebbe utile riuscire ad utilizzare questo strumento per ricercare anche i documenti memorizzati online?
Non si può negare ad Apple il merito di aver reso disponibile per tutti prima delle applicazioni (quali iTunes ed iPhoto) e poi un sistema operativo (Tiger con Spotlight) orientati all’utilizzo dei metadati (ne abbiamo già parlato in precedenza).
La tecnologia di Spotlight, però, può essere ulteriormente migliorata, grazie a SpotMeta, una semplice applicazione che permette di aggiungere e modificare i metadati che si possono associare ad un file.
Sostanzialmente, SpotMeta permette di aggiungere, tramite il sistema dei tag, informazioni personalizzate a qualunque file o cartella. Tali informazioni diverranno parte integrante del file e potranno facilmente essere condivise
Chi usa Tiger da qualche tempo sa che non potrebbe fare a meno di Spotlight. Tuttavia da un po’ la ricerca indicizzata è stata implementata anche da Microsoft in Windows Vista, quindi Apple ha reinventato, nell’attesa che la casa di Redmond prenda di nuovo ispirazione.
Search Shared Macs espande la ricerca di Spotlight a tutti i contenuti condivisi dei Mac connessi alla rete locale.
Spotlight e Google… In origine il primo esisteva nel sistema operativo Tiger e il secondo “si occupava” del web. Negli ultimi anni gli algoritmi di ricerca di Google si sono insediati anche nei PC (e nei Mac) e, recentemente, sembra che Spolight sia sceso nel web, o perlomeno nel sito Apple.
Nella nuova versione di Apple.com (per la versione italiana non prevedo un attesa lunga) possiamo infatti ammirare la casella di ricerca (familiare a tanti utenti Mac) nell’angolo superiore destro della pagina. Ma non si tratta di un semplice motore di ricerca interno, infatti, Apple ha profuso un certo impegno nel ricreare l’effetto Spotlight anche dal punto di vista grafico.
Il primo è un trucco “super veloce” che permette di mettere il vostro Mac a dormire in un paio di secondi. Come immaginerete si tratta di una una semplice combinazione di tasti, ovvero Mela + Alt + Eject. Tenete questi tre pulsanti premuti per un paio di secondi e….
Lo avete riattivato? Bene ecco il secondo: quando eseguite una ricerca in Spotlight potete aprire uno degli elementi che compaiono nella lista (ovvio, lo sapevate) ma potete anche accedere alla cartella che contiene un certo elemento. Per farlo dovete tenere premuto il pulsante Mela e poi cliccare sull’elemento.
Ma cosa significa quel “71″ che compare nel titolo di questo post?
Quando ero un utente Windows trovavo sorprendente le possibilità offerte dalle ricerche di iTunes (in versione Win naturalmente).
Immaginate quindi la mia gioia nel constatare che Mac OS X Tiger è interamente realizzato con la tecnologia di iTunes (beh… forse sarebbe più corretto affermare il contrario…).
Insomma non è un segreto che in Tiger possiamo ricercare un qualsiasi documento in modo quasi istantaneo usando una parola chiave.
Una piccola perla della ricerca di Tiger credo sia la ricerca dei file in base al loro colore.
Molti utenti avranno scoperto che in Tiger è possibile colorare i propri documenti,
inoltre accedendo alle Preferenze del Finder, e quindi scegliendo il pannello Etichette, è possibile associare a ogni colore un contesto. Per esempio Verde = Svago, Rosso = Lavoro e così via.
Qualche anno fa l’idea di paragonare un software e un sito web era improponibile. Invece oggi, in un realtà in cui i servizi web stanno entrando sempre più prepotentemente nello spazio storicamente occupato da altri tipi di software più classici (banalmente quelli che necessitano di un’installazione) l’idea di un confronto non mi sembra più tanto azzardata.
Mail e GMail, oltre al nome, mi sembrano estremamente simili per quanto riguarda la semplicità di utilizzo e la volontà di permettere all’utente di trovare il prima possibile una qualunque e-mail.
Ho usato a fondo entrambe le applicazioni e vorrei cercare di capire con voi (se davvero le rispettive evoluzioni stanno per collidere l’una con l’altra) quale potrebbe avere la meglio (ammesso che, per assurdo, ne debba rimanere solo una).
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