Il nuovo sistema realizzato da Apple per permettere una videochat tra utenti, Facetime, viene in questi giorni fortemente pubblicizzato. Apple, infatti, dimostra di credere veramente in questo progetto e ha realizzato ben quattro spot che sono disponibili dalla nottata appena trascorsa.
Pare proprio che, oltre a multitasking e stampa diretta dai dispositivi, domani iPhone OS 4.0 porterà un’altra interessante novità, cioè i servizi di pubblicità online con la mela sopra. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, tuttavia, quello che si prospetta come il più temibile competitor di Google va molto a genio a Mountain View.
Con una guerra in corso sul mobile advertising, sorprende che Google possa plaudire all’entrata nel mercato di un concorrente tanto agguerrito. La lotta per accaparrarsi AdMob, una delle più grandi reti pubblicitarie in mobilità, era finita con la secca disfatta di Cupertino, motivo per cui Apple dovette rifarsi con l’acquisizione di Quattro Wireless. Da allora, Google è in attesa che la Federal Trade Commission statunitense approvi l’acquisizione in maniera definitiva, cosa non del tutto scontata vista la sua già grande influenza sull’intero mercato della ricerca online.
Apple ha brevettato un particolare sistema di advertising integrato sia per il sistema operativo dei propri computer che per i dispositivi portatili, così come riportato dal The New York Times.
Il particolare brevetto prevede la visualizzazione a schermo di annunci pubblicitari, in grado di interrompere momentaneamente la funzione del sistema in uso. In questo modo, l’utente si ritroverebbe costretto a seguire lo spot prima di poter riprendere le normali attività. Questa metodologia dovrebbe essere utilizzata al fine di distribuire gratuitamente il sistema operativo o, in alternativa, per aver accesso a delle feature avanzate.
Poteva forse Apple lasciarsi sfuggire un’occasione ghiotta come il lancio di Windows 7 per realizzare nuovi spot della serie Get a Mac? Ovviamente no.
Ecco quindi che sul sito ufficiale dell’azienda di Cupertino hanno fatto la loro comparsa tre nuovi video, che vedono protagonisti i due ormai celebri attori, impegnati nel dare vita ad alcuni divertenti e irriverenti sketch che prendono di mira, in modo ironico, il nuovo sistema operativo targato Microsoft.
Come ricordato diverse volte anche su queste pagine, da mesi Microsoft porta avanti una campagna pubblicitaria anti-Apple, dapprima prendendo di mira il comparto Mac e in seguito attaccando iPod.
Una ricerca di BrandIndex ha svelato come l’advertising di Microsoft stia ottenendo l’obiettivo sperato: diminuire l’appeal di Apple. La campagna “Laptop Hunters” ha fatto presa sui giovani consumatori, solitamente molto attenti al prezzo, che in poco tempo, hanno cambiato le loro concezioni su Apple.
La percezione del valore dei due brand si è modificata radicalmente agli occhi dei consumatori dai 18 ai 34 anni, da quando Microsoft ha introdotto la campagna “Laptop Hunters” lo scorso marzo. La percezione del valore di Apple è diminuita considerevolmente, mentre quella di Microsoft ha subito una crescita.
Prosegue senza soluzione di continuità il rilascio, da parte di Apple, di spot per la campagna Get a Mac, con l’obiettivo di rispondere a quelli diffusi da Microsoft nella serie I’m a PC.
Come per i precedenti episodi, l’azienda di Cupertino ha puntato tutto sull’ironia, alludendo alla dichiarata superiorità nei confronti dei PC per quanto riguarda affidabilità e prestazioni.
I due attori, già noti per le loro apparizioni nei precedenti episodi, sono questa volta affiancati da una serie di comparse.
Da qualche tempo Microsoft sta bombardando la rete con la sua campagna “Laptop Hunters“: giovani americani acquistano computer di alta qualità spendendo cifre minori rispetto ai prodotti Apple. Arik Hesseldahl di Business Week ha analizzato a fondo la campagna pubblicitaria e i prezzi di mercato, giungendo alla conclusione che, a conti fatti, i PC non siano affatto più convenienti di un Mac.
Secondo il giornalista, chi acquista un personal computer equipaggiato con Windows non tiene conto di tutti i costi non palesi derivanti da questa decisione. Innanzitutto, l’utente PC dovrà investire nel tempo in sicurezza. Una normale suite commerciale antivirus/firewall costa sui 150 dollari, a cui si aggiungono 50 dollari all’anno di mantenimento dell’abbonamento.
Secondariamente, le catene di vendita quali Best Buy richiedono 129 dollari solo per la diagnosi preventiva di un dispositivo non funzionante, operazione che il Genius Bar di Apple effettua gratuitamente.
Nuovo spot dedicati all’iPhone 3G e alle sue doti multimediali, intitolato “Fix”. Da un po’ di tempo, la poderosa macchina del marketing Apple si prodiga soprattutto nell’elogiare l’enorme numero di applicazioni presenti nell’App Store, vera “killer application” del telefono con la mela.
Continuano i guai giudiziari per Apple e At&T. Una dopo l’altra, si alternano cause intentate da utenti inviperiti secondo cui l’iPhone 3G non è affatto veloce come affermano gli spot. In un nuovo procedimento legale, qualcuno parla addirittura di difetti alla nascita.
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