Un iTunes più sicuro. È questo quello a cui mira Apple che ha iniziato a chiedere agli utenti di selezionare e rispondere a una serie di domande inerenti ai loro Apple ID, così da rafforzare i sistemi di sicurezza del servizio. In tempi in cui anche gli ecosistemi della mela morsicata hanno sofferto per problemi di questo genere, come accaduto con il trojan Flashback su Mac, Cupertino prova subito a correre ai ripari.
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La vicenda del trojan Flashback sta per giungere al suo lieto fine. Dopo lo scandalo di oltre 600.000 Mac infettati e riuniti in una botnet, la diminuzione delle macchine coinvolte a 270.000 unità e la presenza di numerosi strumenti di tool di rimozione, arriva lo strumento ufficiale Apple per liberarsi definitivamente dal malware.
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Il trojan Flashback ha colpito, secondo le stime di Dr. Web, circa 600.000 utenti Mac, ma grazie agli strumenti messi a disposizione dagli esperti della sicurezza, l’infezione si è notevolmente ridotta e nella giornata di ieri erano “solo” 270.000 i Mac infettati. Numeri dunque positivi che sono appena stati diffusi da Symantec, che dimostrano come la minaccia stia notevolmente calando.
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La notizia di ieri sulla possibile presenza di una botnet di 600.000 Mac infetti dal trojan Flashback ha fatto il giro del globo, perché evenienza insolita per i dispositivi targati Mela, tradizionalmente meno esposti ad attacchi malware. Dopo il primo stupore, la Rete ha iniziato a chiedersi se non si tratti però di numeri sovrastimati e, soprattutto, se sia il caso di incolpare Apple per questo grave problema di sicurezza.
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iCloud: una nuova analisi del servizio sulla nuvola di Apple ha rivelato come Cupertino possieda una chiave di decrittazione master e si riservi, così, il diritto di visualizzare contenuti classificati come “discutibili” oppure di consegnare informazioni alle autorità legali. In altre parole, Apple può accedere ai dati da noi memorizzati qualora lo ritenesse necessario.
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La password e i dati su iPhone e su altri dispositivi iOS potrebbero non essere così al sicuro come si pensava, dato quanto riportato dalla Micro Systemation. La società di sicurezza ha infatti mostrato il funzionamento di un software che consente un accesso completo alle funzionalità del melafonino in meno di due minuti.
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iOS è un sistema operativo mobile sempre più diffuso e non stupisce, perciò, che gli organismi governativi inizino a preoccuparsi della privacy dei dati gestiti da iPhone, iPad e iPod Touch. Per questo motivo, il congresso degli Stati Uniti ha deciso di interpellare Tim Cook.
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iOS 5.1 è giunto da poche ore tra le mani dell’utenza Apple insieme alla presentazione ufficiale del nuovo iPad e ha portato con se una serie di nuove funzionalità come ad esempio il supporto alla lingua giapponese per Siri e un nuovo sistema di accesso alla fotocamera senza la necessità di sbloccare prima il device. C’è però qualche rischio per la sicurezza.
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Una nuova vulnerabilità in iOS mette a rischio la sicurezza delle foto scattate degli utenti e conservate nella libreria di immagini e video, il Rullino Foto personale. Secondo quanto riporta il New York Times, che cita l’allarme lanciato da alcuni sviluppatori iOS, basta accordare all’applicazione l’utilizzo dei servizi di geo-localizzazione affinché questa possa accedere anche alle foto personali scattate dagli utenti.
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Utilizzando una semplice antenna TV a buon mercato, un cracker potrebbe riuscire a decifrare senza troppe difficoltà tutte le informazioni cifrate contenute su iPhone e iPod Touch. È quanto ha dimostrato l’esperto di sicurezza della Cryptography Research, Pankay Rohatgi, durante il Mobile World Congress 2012 di Barcellona.
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