Chi non conosce il mouse? Assieme alla tastiera è il dispositivo di input per eccellenza ed è di fatto indispensabile per usare facilmente e rapidamente i sistemi operativi a finestre.
Oggi si festeggiano i 40 anni dalla sua comparsa, una strada lungo la quale è cambiato profondamente adattandosi alle esigenze degli utenti.
Sull’origine del suo nome ci sono varie teorie: i più pensano che il nome derivi dalla sua “somiglianza” con un topo stilizzato; altri pensano invece che “mouse” sia in realtà l’acronimo di “Manually Operated User Selection Equipment” o di “Machine Operator’s Unique Spotting Equipment”.
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Nel 1983 Apple presentò al mondo la sua interfaccia grafica: il MacOS 1.0.
Per la prima volta sui PC ogni cosa poteva essere controllata senza ricorrere alla console a linea di comando.
Per trarre il massimo guadagno da questa nuova interfaccia era necessario l’utilizzo di un mouse, una periferica molto innovativa in quegli anni (Microsoft arrancava, in ritardo, rilasciò la prima e poco apprezzata versione di Windows – il suo sistema operativo a finestre – nel 1985).
Il Lisa di Apple fu il primo personal computer ad utilizzare un mouse, ma costava tantissimo (9.995$).
L’anno successivo (1984) Apple introdusse il famoso Macintosh 128K che costava “solamente” 2.495$. La macchina ebbe un notevole successo e con essa il mouse cominciò ad essere conosciuto e apprezzato.
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Il nostro Mac presenta una discreta offerta di giochi. Alcuni di questi sono fruibili con il nostro mouse e tastiera ma altri prediligono strumenti appositi.
Mentre si gioca, la qualità della nostra esperienza non è data solo dalle nostre capacità o dalla qualità software ma anche dagli strumenti hardware. Una buona scheda grafica e una buona dose di ram sono importanti ma avere un mouse scomodo, lento e poco accurato potrebbe rendere complicato qualsiasi gioco.
Il Mouse ottico Gaming-Grade MX518 di Logitech si presenta come il miglior strumento per giocare.
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