In questa particolare fase del mercato in cui bisogna fare i conti con i tagli al personale e i ridimensionamenti delle strutture, Apple si è mostrata particolarmente tonica e reattiva, riuscendo oltretutto a mantenere quell’aura di attrazione mistica sul proprio operato pur non proponendo nulla di nuovo e realmente innovativo.
Gli utenti hanno continuato, come consueto, ad avanzare indirettamente le loro richieste, che in questo momento sono riassumibili in due “concept”: netbook e iPhone Nano. Ma a Cupertino sanno bene che è inutile investire su nuove categorie di prodotto in un momento in cui i consumatori non spendono denaro.
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Dopo le incredibili evoluzioni del caso Psystar (e l’anomala lentezza con cui la faccenda avanza), altre realtà sembrano voler approfittare del business e così, in Germania, una società di computer produce cloni del Mac con tanto di OS X preinstallato.
La società in questione si chiama HyperMegaNet UG e sul sito PearC.de è stata recentemente rilasciata una linea di computer in grado di far girare Leopard.
Il Sistema Operativo Apple è presente di default, ma opzionalmente è possibile richiedere Window XP o Vista. La linea consta di tre set di modelli ribattezzati “Starter”, “Advanced”, e “Professional”, e i prezzi vanno dai ?499 ai ?1.499, con ampissime possibilità di personalizzazione processore e scheda video.
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Un po’ era nell’aria, e un po’ ce l’aspettavamo: la vera killer application per iPhone sono i videogame. La conferma arriva da un’intervista concessa da Greg Joswiac, vice presidente Apple con delega al marketing di iPod e iPhone.
Joswiac illustra i motivi che hanno portato l’iPhone (e l’iPod Touch) a diventare una valida piattaforma per i giochi. Se da un lato le prestazioni hardware non possono essere paragonate a quelle delle console portatili di Sony e Nintendo, l’iPhone ha dalla sua un sistema di distribuzione più avanzato e comodo, sia per gli utenti che per gli sviluppatori.
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A dispetto del momento non proprio florido che l’economia mondiale sta attraversando, i risultati finanziari diffusi da Apple, circa le entrate registrate nell’ultimo trimestre del 2008, sono da record: 10,17 miliardi di dollari, rispetto ai 9,6 dell’anno precedente.
La notizia ha subito scatenato gli entusiasmi degli investitori, cosicché il titolo dell’azienda di Cupertino ha guadagnato in poche ore quasi il 10%.
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Basta dare uno sguardo sulla home page del sito Apple, per rendersi conto che l’aria, a Cupertino, è davvero festante.
App Store, il negozio virtuale dedicato al software per iPhone, ha appena tagliato un nuovo, ragguardevole traguardo.
Con ben 15.000 applicazioni disponibili, divise in 20 categorie, App Store ha registrato da poco il suo 500 milionesino download da parte degli utenti. E se consideriamo che a luglio le applicazioni scaricate ammontavano a 10 milioni, mentre soltanto a ottobre avevano sfondato il muro dei 200 milioni, appare chiaro che App Store sta rappresentando per Apple il più grande successo dopo iTunes Store.
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Prima ancora che fosse sul mercato, il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, aveva cassato l’iPhone giudicandolo il telefono più costoso al mondo: nel suo modo di vedere le cose, infatti, non aveva “neppure una possibilità di guadagnare quote significative di mercato”.
Dopo un anno e mezzo, un notevole calo di prezzo e un successo che appare inarrestabile, il CEO di Redmond rivede le sue posizioni e ritratta: forse non è poi così male.
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Secondo la società di analisi Generator Research, Nokia resterà al comando del settore smartphone solo per altri 4 anni.
Secondo le previsioni, infatti, nel 2013 Apple scalzerà Nokia dal primo posto nel ricco mercato dei telefonini multifunzione, accaparrandosi una fetta equivalente a ben il 40% del mercato.
Nulla di certo, ovviamente, ma solo di valutazioni fatte a tavolino tenendo conto dell’attuale andamento del mercato. Secondo queste previsioni, inoltre, è molto probabile che Apple tiri fuori dal suo cilindro diversi modelli di iPhone, esattamente come oggi avviene per l’iPod.
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Brutte notizie per Cupertino. Secondo le ricerche condotte da NPD Group, sembra che nei soli USA a novembre le vendite di Mac siano calate nell’ordine di un pesante 38%.
In generale, il mondo dei computer desktop è calato del 20% totale, tuttavia solo il 15% è imputabile ai computer Windows, mentre ben il 38% deriva dai Mac. Molto meglio i portatili Apple che, con l’introduzione dei nuovi modelli “unibody” a novembre, sono saliti del 22%, laddove gli equivalenti Windows solo del 15%.
Il problema senza dubbio deriva dalla congiuntura economica sfavorevole, dal ridotto potere di acquisto degli utenti ma anche dalla riluttanza di Apple a rinunciare parzialmente al “premium price”. Come dire, piuttosto che abbassare il prezzo del modello vecchio, a Cupertino di solito lanciano un modello nuovo con più feature al prezzo del precedente.
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Da OneSat (no, non fa parte della famiglia oneBlog) giungono le ultime statistiche in fatto di diffusione dei browser e penetrazione del mercato. Nel 2008, a crescere di più sono stati Apple Safari e Google Chrome.
A partire da febbraio 2008, infatti, Safari ha visto crescere la propria presenza sul Web in misura dello 0,24% a livello globale. Il che consegna nelle mani di Apple il 2,42% del mercato mondiale, ponendola al terzo posto nella guerra tra i browser.
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