Sarà lo scarso successo riscosso da Windows Vista, sarà che il pubblico è più smaliziato, fatto sta che, secondo Apple, ogni due computer venduti in un Apple Store, uno viene comprato da un utente che non ha mai usato un Mac. E così ad Apple è venuta in mente una nuova compagna informativa che cerca di rispondere a tutte le domande più frequenti che potrebbero solleticare un utente pronto allo “Switch”.
La sezione del sito Apple dedicata all’iniziativa è infatti una piccola oasi in cui Cupertino cerca di rassicurare l’utenza che intende passare da Windows a Mac. Tutti gli argomenti toccati (pressoché normale amministrazione per un utente Mac medio) rappresentano probabilmente i principali dubbi e timori che attanagliano coloro che vorrebbero passare alla piattaforma della mela.
Qualche giorno fa Engadget ha pubblicato un grafico relativo alle vendite dei principali smartphone del momento, evidenziando il tempo necessario ad ogni dispositivo per raggiungere il traguardo del milione di esemplari venduti.
Il grafico è comunque ingannevole perché non è stata una lotta ad armi pari. Se è vero che il milionesimo iPhone 3G è stato venduto ad appena tre giorni dal lancio sul mercato, non si può trascurare il fatto che sia stato lanciato contemporaneamente in 21 paesi: alcuni dei competitor presenti nella lista per lungo tempo sono stati venduti esclusivamente negli Stati Uniti.
È una sciocchezza, ammettiamolo, ma potrebbe essere il sintomo di una rivoluzione più grande che avviene dietro le luci e i proclami delle presentazioni di Cupertino.
Sulla confezione del nuovissimo iLife ’09, nel minimalista elenco delle applicazioni contenute, c’è un grande assente: nientemeno che iDVD.
Nuovo spot dedicati all’iPhone 3G e alle sue doti multimediali, intitolato “Fix”. Da un po’ di tempo, la poderosa macchina del marketing Apple si prodiga soprattutto nell’elogiare l’enorme numero di applicazioni presenti nell’App Store, vera “killer application” del telefono con la mela.
Era una delle indiscrezioni più evocative e accreditate del Macworld San Francisco 2009 e invece ha disatteso le aspettative di tutti.
Il fatto che non sia stato presentato un nuovo modello di Mac mini, tuttavia, non significa che il piccolo di Cupertino non possa rinascere in una nuova, inedita incarnazione.
Gli sforzi profusi da Apple (tanto nel marketing quanto nei fatti) per rendere più verdi i propri MacBook costruiti con tecnologia Unibody non sembrano essere sufficienti, almeno per gli standard di GreenPeace.
Non basta la nuova pagina pubblicitaria che descrive le meraviglie ambientalistiche delle nuove linee di portatili per irretire quelli di GreenPeace.
Dato per spacciato più di una volta e da mesi sull’orlo dell’estinzione, sembra che per il Mac mini sia giunto il pensionamento. Prove incontrovertibili indicano che prestissimo potrebbe essere eliminato definitivamente dai listini Apple.
A dare la mesta notizia è Gizmodo, secondo cui due delle maggiori catene in Europa avrebbero confermato l’impossibilità di ordinare nuovi approvvigionamenti del mac più piccolo di sempre. Per di più, Apple stessa avrebbe esplicitamente suggerito ai retailer di non aspettarsi aggiornamenti della gamma.
Come da consuetudine, i ragazzi di iFixit hanno smontato il nuovo iPod Touch 2G, pezzo per pezzo, e hanno fatto una scoperta entusiasmante: la presenza di un chip bluetooth. Supporto all’auricolare in arrivo? Neanche per idea.
La dissezione è molto interessante perché ha portato alla luce un particolare stranamente omesso tanto alla presentazione ufficiale quanto nelle specifiche tecniche del dispositivo, e cioè l’integrazione del chip Broadcom BCM4325 che, oltre a fornire compatibilità col WiFi (802.11 a/b/g), supporterebbe anche il Bluetooth 2.1.
Non mi ha particolarmente sorpreso il ribasso del prezzo di AppleTV (per ora solo nel mercato USA e Canada) e l’aggiornamento del software che dovrebbe renderla non più un’estensione di iTunes (agli utenti non piaceva) ma un sistema autonomo completamente utilizzabile con l’Apple Remote.
Secondo MacRumors attualmente AppleTV è venduta quasi a prezzo di costo. La versione da 40GB costa ad Apple 208.20$ e viene venduta a 229$ mentre quella da 160GB ha un costo di produzione di $235.70 e viene venuta a 329$.
Questa strategia, in particolare quella per il modello minore, è simile al modo in cui vengono vendute le console per videogiochi: a volte il produttore perde soldi nella vendita della macchina per assicurarsi una buona base di console installate e guadagnare in un secondo tempo con la vendita del software.
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