Intel sarebbe molto interessata a fornire i propri chip per i futuri device iOS. È quanto rivela Dave Whalen, vicepresidente del gruppo architettura di Intel, in un’intervista per il The Telegraph: la sua società sarebbe pronta a battere il predominio di ARM nel mondo mobile.
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Il MacBook Air di prossima generazione potrebbe essere il 66% più sottile rispetto al modello attualmente commercializzato, con una durata della batteria notevolmente migliorata. È questa l’indiscrezione che giunge dai padiglioni del CES 2012 in corso a Las Vegas, dove Intel ha parlato dell’evoluzione degli ultrabook, del loro design e di come le nuove evoluzioni tecnologiche saranno in grado di rendere ancora più leggeri e meno ingombranti i dispositivi.
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Intel è da diverso tempo uno dei partner strategici di Apple: è dalla transizione dai PPC ai MacIntel, infatti, che le due società collaborano fianco a fianco per proporre all’utente prestazioni sempre migliori. Non è un caso, ad esempio, che l’innovativa porta di comunicazione ThunderBolt, costruita a partire dal progetto LightPeak del famoso chipmaker, sia nata proprio con Cupertino. In una recente dichiarazione per Reuters, Intel spiega quale sia il rapporto con la Mela, lasciando intendere anche qualche strategia per il futuro.
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Il rumor ha iniziato a circolare qualche giorno fa, così come riportato anche su queste pagine, ma oggi c’è già chi lo smentisce sonoramente. L’adozione dei chip ARM per i notebook e i desktop targati Mela sarebbe, infatti, altamente improbabile. A rivelarlo è Gus Richard, noto analista di Piper Jaffray, società d’analisi spesso veritiera sul mondo Apple.
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Apple starebbe per abbandonare l’architettura Intel che ha utilizzato fino ad oggi per i suoi laptop, per passare ai processori ARM. Il passaggio però non avverrà in tempi brevi, ma si parla di fine 2012 o metà 2013, ovvero il periodo in cui saranno già disponibili le tecnologie ARM a 64 bit.
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C’è già riuscita nel 2005, quando ha strappato un contratto a Apple per la transizione dei Mac dall’architettura PPC a quella x86. Ora Intel vuole nuovamente conquistare Cupertino, questa volta sul comparto mobile: pare che il famoso chipmaker voglia diventare il principale fornitore di unità di calcolo per i futuri iPad e iPhone. A rivelarlo è Gus Richard, analista di Piper Jaffray, società d’analisi che spesso si è rivelata predittiva delle decisioni targate Mela.
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Light Peak è il nome di una tecnologia che, in futuro, permetterà il collegamento al computer di svariate periferiche, che sembra essere stata richiesta a Intel proprio da Apple, sua convinta sostenitrice.
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Apple non ha ancora presentato la nuova linea MacBook Pro ma Intel potrebbe averne dato involontariamente un assaggio in anteprima, svelando il design del portatile con una pubblicità.
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Brutte notizie per chi sperava in un imminente aggiornamento di MacBook Pro e iMac: la scoperta di un serio bug di progettazione nella nuova architettura SandyBridge costringerà Intel bloccarne la produzione.
Il bug può determinare un significativo decadimento delle prestazioni per i dispositivi Serial-ATA ovvero dischi fissi e unità ottiche, ma c’è da dire che Intel ha anche dichiarato di aver già individuato una soluzione al problema, soluzione che potrà essere resa operativa e consentire il riavvio della produzione del chipset solamente a fine febbraio, per poi andare a regime ad aprile.
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Con il passaggio dall’architettura PPC a quella Intel, gli utenti hanno familiarizzato con un problema di non poco conto: il calore generato dai laptop targati mela. La linea MacBook ha sempre sofferto di problemi di dissipazione del calore: i primissimi MacBook White sono stati emblematici in tal senso, con i loro piani tastiera che, in più di una occasione, si sono letteralmente sciolti durante il normale uso. Nonostante la situazione sia migliorata con l’adozione dei case Unibody in alluminio, l’ultimo nato fra i portatili targati mela raggiungerebbe addirittura i 100° C sotto stress.
Durante i test Cinebench 3D, il MacBook Pro equipaggiato di chip Core i7 620M da 2.66 GHz ha toccato i 101° C, così come riportato da PC Authority. I tecnici del magazine hanno dovuto addirittura posizionare il laptop su un fianco per poter portare a termine la rilevazione dei benchmark.
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