Grazie al recente rilascio di iOS 4.2.1, che ha spalancato i portoni di iAd anche sul tablet di Cupertino, il primo spettacolare spot firmato Disney-Apple fa il suo debutto su iPad. Grafica ricchissima, interattività e funzionalità social si fondono per creare una nuova esperienza pubblicitaria che sfrutta appieno l’hardware su cui girano.
iAd, l’advertising in salsa Mela, è pronto a raggiungere ogni angolo remoto del globo. Le indiscrezioni delle ultime ore, infatti, parrebbero dimostrare l’intenzione di Cupertino di estendere il proprio servizio pubblicitario anche a investitori non anglosassoni. Fino a oggi iAd, sebbene gli spot fossero visibili dagli utenti di tutto il mondo, ha stilato unicamente contratti con partner statunitensi e inglesi.
L’abbattimento dei confini territoriali, però, non coinvolgerà unicamente le aziende intenzionate a promuovere i loro prodotti, ma anche i developer: gli sviluppatori internazionali potranno presto inserire i banner di Cupertino nelle proprie applicazioni e, di conseguenza, iniziare a guadagnare con l’apposito programma previsto da Apple.
Troppo controllo da parte di Apple: questa sarebbe la principale critica mossa dalle aziende al team di sviluppo iAd di Cupertino. Dopo essersi vista rifiutare per ben tre volte il proprio concept creativo, Adidas pare essersi stancata dei capricci di Apple, recidendo così un contratto da 10 milioni di dollari per iAd. Al momento, si tratta solo di un rumor non ufficialmente confermato, anche se le fonti pare siano in grado di garantire la veridicità della notizia.
Adidas si sarebbe detta insoddisfatta dell’intero processo alla base della creazione di un iAd: schema creativo fuori dal controllo dell’azienda, localizzazione sui dispositivi mobili decisa a priori da Apple e, infine, totale assenza di tool di terze parti. In altre parole, i prodotti sponsorizzati sarebbero stati totalmente snaturati dalla filosofia Adidas, per abbracciare totalmente quella targata Mela.
Sembra che la previsione di Yahoo fosse completamente sballata: la piattaforma pubblicitaria iAd, progettata da Apple per rivoluzionare e conquistare il mercato dell’advertising mobile, di sicuro non è un fallimento.
Al contrario, l’ultimo arrivato nel settore, è particolarmente vivace e, in pochi mesi di vita iAd ha già strappato significative quote di mercato ai suoi concorrenti, avviandosi a diventare il leader del settore, sebbene sembra improbabile che la posizione possa essere conquistata entro la fine di questo anno, come auspicato da Steve Jobs.
Cupertino l’ha lanciato come il non plus ultra dell’advertising moderno, come il mezzo che avrebbe rivoluzionato per sempre e definitivamente l’intero settore della pubblicità. Stiamo parlando di iAd, gli spot per iOS in salsa Mela. Ma, a quanto pare, dopo un picco d’entusiasmo iniziale, le aziende iniziano a fare i conti con le strettissime policy di Apple.
A rimarcare il proprio scetticismo è Yahoo, per voce di Carol Bartz: secondo il CEO della società, iAd farà scappare gli investitori e fallirà molto presto. La motivazione? L’eccessivo controllo che Apple avrebbe imposto sulla creatività dei messaggi pubblicitari.
L’advertising in salsa Apple è finalmente approdato sui dispositivi mobili statunitensi targati Mela e dotati di firmware iOS 4. Con le prime due campagne, sponsorizzate da Dove e da Nissan, abbiamo finalmente avuto modo di verificare il tanto chiacchierato iAd, il servizio di pubblicità di Cupertino che si propone in netta contrapposizione con i più famosi strumenti firmati Google.
Il funzionamento degli spot di iAd non sembrerebbe disturbare le attività dell’utente: un piccolo banner è inserito all’interno delle applicazioni, esattamente come succede per AdMob, e solo dopo aver cliccato si aprirà un’apposita finestra con il contenuto multimediale richiesto. Il tutto senza che l’utente venga reindirizzato al browser.
Ieri, come hanno notato i giornalisti del Los Angeles Times, Apple ha apportato alcune modifiche al regolamento riguardante la politica dell’azienda in fatto di privacy.
Il nuovo regolamento sulla privacy, la cosiddetta privacy policy, dovrà essere accettato obbligatoriamente dagli utenti nel momento in cui si scaricheranno applicazioni o contenuti da iTunes store.
Ci sono alcune sostanziali variazioni che verranno utilizzate per potenziare l’efficienza del nuovo servizio pubblicitario iAd, che è stato rilasciato a Cupertino in concomitanza con la presentazione del nuovo sistema operativo iOs 4. Apple ha aggiunto nella privacy policy che l’azienda raccoglierà precise informazioni in tempo reale riguardanti la geolocalizzazione dell’utente. I dati raccolti, inoltre, potranno essere utilizzati da non meglio specificate terze parti per permettere loro di migliorare il servizio e l’advertising.
Non è ancora ufficialmente apparso sul mercato, ma iAd continua a far parlare di sé. Dopo l’entusiasmo per gli investimenti ottenuti da grandi brand mondiali, Cupertino dovrà confrontarsi con l’Antitrust americano. A quanto pare, vi sarebbe la volontà di indagare sul reale funzionamento del servizio di advertising targato mela, per scoprire se sia stato pensato in modo da escludere Google e Microsoft dal mercato della pubblicità per iPhone.
Nodo della questione, il Term of Service di iAd che, proibendo la raccolta di dati d’analisi sulle preferenze degli utenti da istituti non indipendenti, escluderebbe AdMob, la società targata biG specializzata in advertising mobile. Ma non è tutto: un simile contratto proibirebbe, in via indiretta, anche l’implementazione di alcuni servizi Microsoft.
Il macrocosmo economico che circonda i dispositivi mobili di Apple si è rivelato un modello di business di successo, tanto che i brand più importanti sul mercato non si sono fatti scappare l’occasione di farne parte. App Store e iBookStore si sono rivelati, sin da subito, potenti macchine da guadagno, in grado di soddisfare investitori, fornitori di contenuti e pubblico. Non sembra affatto un caso che, durante l’ultimo keynote, Wolfram Associates abbia dichiarato di aver guadagnato più in un giorno di iPad che in 5 anni di Google AdSense.
A questo business mancava solo un elemento: l’advertising. E puntualmente Cupertino ha provveduto a colmare questa lacuna, creando un proprio ambiente, iAd, che ancora prima della sua effettiva diffusione pubblica ha già rivoluzionato il concetto di pubblicità online, facendo sembrare tutto ciò che abbiamo sperimentato fino a oggi come terribilmente vetusto.
Iniziano a delinearsi gli effetti della recente acquisizione di Quattro Wireless da parte di Apple: oltre alla fitta collaborazione per il neonato iAd, in cui si presume Quattro Wireless giocherà un ruolo strategico, le due società hanno lanciato in sordina un programma per gli sviluppatori. Si tratta di “VIP“, Verification of iTunes Purchase, un servizio che monitorerà gli acquisti di App fornendo comode statistiche ai developer.
L’indiscrezione è stata rivelata da TechCrunch e riportata dai principali portati dedicati alla Mela, come ad esempio MacRumors. A quanto pare, “VIP” non sarà un semplice sistema di tracking degli usi degli utenti, ma fornirà strumenti avanzati, attualmente non disponibili negli altri circuiti di advertising.
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