Fra Apple e Greenpeace non è mai corso “buon sangue” ma le pressioni di Greenpeace, probabilmente, hanno spinto Apple ad un maggior impegno ambientale.
Questi cambiamenti li possiamo notare nei rilasci di tutti i prodotti di quest’ultimi mesi ma soprattutto nel keynote di ieri.
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“Siamo felici di vedere come Apple abbia eliminato il PVC e i BFR. Plaudiamo anche l’eliminazione del mercurio e l’uso di vetro privo di arsenico”
Queste parole sono contenute nel comunicato pubblicato ad Amsterdam da Greenpeace in seguito al lancio dei nuovi iPod.
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Poco più di un anno fa, Apple fu duramente criticata da Greenpeace per il suo scarso impegno per ridurre l’inquinamento derivato dai suoi prodotti (le critiche andavano dallo spreco di carta ed eccessivo utilizzo di materiali plastici per gli imballaggi, all’utilizzo di materiali inquinanti nei singoli componenti dei Mac).
Steve Jobs aveva già attuato delle politche mirate a rendere più ecologica Apple e ora, con iPhone 3G, viene compiuto un altro passo in questa direzione.
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Ci sono notevoli novità nella classifica per l’elettronica verde di Greenpeace aggiornata nei giorni scorsi. Grazie ad alcune iniziative intraprese negli ultimi mesi, Apple sale nella classifica guadagnando 6,7 punti, quasi triplicando il punteggio che aveva raggiunto nel 2006 quando la classifica fu pubblicata per la prima volta.
Come promesso da Steve Jobs l’anno scorso, Apple ha intrapreso numerose iniziative per evitare l’utilizzo di materiali inquinanti nei suoi prodotti e rendere quindi tutti i Mac più ecocompatibili.
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Apple ieri ha sterzato verso l’ecologia senza rinunciare all’innovazione. Il MacBook Air è infatti il prodotto che segna la svolta di Apple nel rispetto dell’ambiente.
Già dall’imballaggio, più ridotto e riciclabile, si può notare l’impegno ecologico che Steve Jobs promise entro la fine del 2008 dopo le proteste di GreenPeace.
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BSEF (consorzio di vari produttori di sostanze chimiche) nelle scorse settimane ha accusato Greenpeace di aver condotto test imprecisi e poco affidabili su iPhone.
In particolare sarebbero sbagliate le procedure tecniche utilizzate per i test, ma soprattutto BSEF sostiene che attualmente non è ancora disponibile un reale sostituto dei ritardanti di fiamma basati sul Bromo.
Non si è fatta attendere la replica di Greenpeace che sostiene di aver effettuato i test secondo metodologie conosciute e largamente approvate.
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Apple probabilmente ha sottovalutato l’attenzione di Greenpeace per i suoi prodotti dopo gli impegni presi nei mesi scorsi.
Greenpeace ha pubblicato un rapporto dove sono elencate le sostanze pericolose o nocive contenute in iPhone (prodotto presentato all’inizio del 2007 e in creazione sicuramente da molto tempo).
Un laboratorio indipendente ha analizzato il cellulare/iPod di Apple e ha confermato la presenza di composti a base di bromo concentrati soprattutto nell’antenna.
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Arriva anche sul sito italiano la sezione dedicata alle iniziative di Apple per ridurre l’impatto ambientale di tutti i suoi prodotti.
È la prima vera novità che si vede in Italia dopo la vicenda che ha visto coinvolta Apple e gli attivisti di GreenPeace che le chiedevano di rispettare di più l’ambiente.
La sezione non cita solo le iniziative dal punto di vista ecologico più recenti della casa di Cupertino, ma anche quelle del passato.
Infatti, Apple è sempre stata attenta nei confronti dell’ambiente, la differenza è che nell’ultimo periodo Apple ha iniziato a divulgare notizie di questo impegno.
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Solo qualche giorno fa Giorgo Pozzi ci aveva illustrato la risposta di Steve Jobs alle accuse di Green Peace.
Oggi possiamo osservare le prime conseguenze di quella lettera: Apple si impegna a riciclare gratuitamente i sistemi informatici delle scuole americane. Le scuole possono iscriversi al programma entro il 30 Giugno 2007 e chiedere il riciclaggio di qualunque tipo di sistema, purché ne debbano smaltire almeno 25. Naturalmente non sono previsti costi, né obblighi di acquisto di materiale Apple.
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