Anche questo anno Greenpeace ha pubblicato la consueta classifica relativa alle aziende nel campo della tecnologia, con una piacevole sorpresa per Apple che dal nono posto in cui era scivolata lo scorso anno balza a ridosso del podio, classificandosi quarta tra le compagnie “più verdi”.
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Quello ritratto nell’immagine è l’immenso data center di Apple costruito nella Carolina del Nord, struttura all’interno della quale vengono ricevute, immagazzinate e inviate le informazioni relative alle attività online dell’azienda. È proprio contro il colosso di Cupertino che Greenpeace ha puntato il dito, con l’accusa di essere una delle società operanti nell’ambito tecnologico che meno tengono conto della tutela ambientale.
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Gli sforzi profusi da Apple (tanto nel marketing quanto nei fatti) per rendere più verdi i propri MacBook costruiti con tecnologia Unibody non sembrano essere sufficienti, almeno per gli standard di GreenPeace.
Non basta la nuova pagina pubblicitaria che descrive le meraviglie ambientalistiche delle nuove linee di portatili per irretire quelli di GreenPeace.
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Apple sottolinea puntualmente l’impatto ambientale dei suoi prodotti dopo gli impegni presi l’anno scorso sul rispetto dell’ambiente, ma questo sembra non bastare a Greenpeace.
Sul sito di Apple, nelle pagine dedicate ai nuovi portatili, ce n’è una dedicata all’ambiente dove è scritto che i nuovi portatili hanno un impatto ambientale minore rispetto ai precedenti per le seguenti caratteristiche:
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Steve Jobs ha pubblicato un’altra lettera sul sito americano di Apple rivolta a tutti coloro che controllano l’attenzione di Apple rispetto ai temi dell’ecologia.
Nella lettera Jobs spiega come tutta Apple sia intenta a rimuovere gradualmente tutti i componenti nocivi dai suoi prodotti e dalla loro linea di produzione.
Viene fatto anche un riferimento ai nuovi MacBook, descritti come i “più verdi” dei portatili.
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Fra Apple e Greenpeace non è mai corso “buon sangue” ma le pressioni di Greenpeace, probabilmente, hanno spinto Apple ad un maggior impegno ambientale.
Questi cambiamenti li possiamo notare nei rilasci di tutti i prodotti di quest’ultimi mesi ma soprattutto nel keynote di ieri.
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“Siamo felici di vedere come Apple abbia eliminato il PVC e i BFR. Plaudiamo anche l’eliminazione del mercurio e l’uso di vetro privo di arsenico”
Queste parole sono contenute nel comunicato pubblicato ad Amsterdam da Greenpeace in seguito al lancio dei nuovi iPod.
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Poco più di un anno fa, Apple fu duramente criticata da Greenpeace per il suo scarso impegno per ridurre l’inquinamento derivato dai suoi prodotti (le critiche andavano dallo spreco di carta ed eccessivo utilizzo di materiali plastici per gli imballaggi, all’utilizzo di materiali inquinanti nei singoli componenti dei Mac).
Steve Jobs aveva già attuato delle politche mirate a rendere più ecologica Apple e ora, con iPhone 3G, viene compiuto un altro passo in questa direzione.
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Ci sono notevoli novità nella classifica per l’elettronica verde di Greenpeace aggiornata nei giorni scorsi. Grazie ad alcune iniziative intraprese negli ultimi mesi, Apple sale nella classifica guadagnando 6,7 punti, quasi triplicando il punteggio che aveva raggiunto nel 2006 quando la classifica fu pubblicata per la prima volta.
Come promesso da Steve Jobs l’anno scorso, Apple ha intrapreso numerose iniziative per evitare l’utilizzo di materiali inquinanti nei suoi prodotti e rendere quindi tutti i Mac più ecocompatibili.
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Apple ieri ha sterzato verso l’ecologia senza rinunciare all’innovazione. Il MacBook Air è infatti il prodotto che segna la svolta di Apple nel rispetto dell’ambiente.
Già dall’imballaggio, più ridotto e riciclabile, si può notare l’impegno ecologico che Steve Jobs promise entro la fine del 2008 dopo le proteste di GreenPeace.
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