Fra Apple e Amazon non è mai corso buon sangue, perché le due società coprono aree di mercato sovrapponibili in particolare nell’ambito della distribuzione di contenuti in rete. L’ultima guerra fra i due big del Web, seguente ai veleni reciproci sui rispettivi sistemi di cloud streaming, non si gioca a colpi di mirabolanti tecnologie o di player evoluti, bensì sull’immagine dalla più desiderata icona del momento: Lady Gaga.
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Continua l’offensiva di Amazon nei confronti di Apple. Il celebre store online ha infatti aggiornato Amazon Cloud Player aggiungendo il supporto ai dispositivi con sistema operativo Apple iOS. Il software, piuttosto semplice da utilizzare, sfrutta una finestra del browser Safari per effettuare lo streaming di brani musicali dal proprio spazio dedicato sui server di Amazon.
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Amazon ed Apple sono certamente i due più grandi protagonisti nel mercato della distribuzione di contenuti digitali ed una battaglia tra i due colossi era attesa ormai da tempo. Le prime scaramucce si erano viste in occasione del lancio dell’Amazon Appstore che richiamava, senza troppi giri di parole, il nome dell’Apple App Store.
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Ricorderete le accuse di Microsoft contro Apple, colpevole di aver scelto un marchio registrato estremamente generico per il proprio App Store, e probabilmente rammenterete anche la risposta per le rime di Cupertino, secondo cui anche Windows è un brand estremamente generico. Ora al pasticciaccio si aggiunge anche Amazon, con richiesta formale formulata di fronte al giudice federale di far decadere tutti i diritti sul trademark della discordia.
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Sarà pure un nome generico per un bazaar del software online, almeno secondo i legali di Microsoft, fatto sta che a poche ore dal lancio ufficiale del suo “Amazon Appstore” dedicato ad Android (e che al momento conta già ben 3.800 app), il colosso dell’e-commerce statunitense si è visto recapitare una diffida formale da Cupertino in cui si intima di desistere nell’uso del marchio registrato “App Store“.
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Il tanto atteso iPad farà la sua apparizione sul mercato statunitense il prossimo 3 aprile e, diversi concorrenti, hanno già affilato le proprie armi. Tra questi, Amazon, il diretto competitor del tablet di Cupertino, con il proprio ebook reader Kindle.
Non molto tempo fa, la società aveva annunciato l’arrivo del software Kindle per Mac, in modo da rendere compatibili gli ebook distribuiti dal proprio store con iPhone, iPod e, naturalmente, con i computer targati mela. A quanto sembra, l’azienda ha investito molte energie in questo progetto e, come vi avevamo annunciato, da pochi giorni Kindle per Mac è finalmente disponibile per il download.
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Kindle, il famoso reader Amazon per gli eBook, potrebbe presto arrivare sui Mac. Fast Company ha espresso la volontà di elaborare un software compatibile nell’immediato futuro.
Inizialmente, Amazon aveva previsto la lettura dei propri eBook solo su dispositivi di sua produzione, come appunto il Kindle Reader. L’interesse da parte dell’industria così come di società decisamente famose quali Sony, hanno spinto Amazon ad allargare i propri orizzonti di vendita. Non a caso, di questa settimana è l’annuncio di un’apposita versione per Windows 7.
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Si respira aria da “major update” per i computer con la mela sopra. Su Amazon, infatti, è possibile, da qualche giorno, prenotare in anticipo la propria copia di Mac OS X Snow Leopard, ma per ora ancora niente date ufficiali.
Alla pagina dedicata sul sito Amazon, una copia con singola licenza di Snow Leopard viene venduta al prezzo di $29, esattamente la cifra annunciata sul palco del WWDC’09.
In pochi giorni, grazie proprio al prezzo molto allettante, Snow Leopard è balzato in testa alla classifica dei preordini su Amazon, superando di molto Windows 7.
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Come preannunciato, è entrata in vigore la nuova politica dei prezzi su iTunes: non più prezzi fissi per i brani, ma tre fasce di prezzo (0,69 ?cent, 0,99 ?cent e 1,29 ?cent) in base alla popolarità e alla longevità dei brani; con i nuovi prezzi si completa anche la transizione di tutti i brani alla versione iTunes Plus (DRM-Free con codifica AAC a 256 kbs), così come era stato promesso al MacWorld di gennaio.
Molti utenti avranno giustamente pensato di poter risparmiare acquistando con i nuovi prezzi ma, a quanto pare, i vantaggi ci sono stati quasi esclusivamente per le case discografiche, dato che la maggior parte dei brani sembra aver mantenuto il prezzo di 99 centesimi, mentre alcuni sono passati alla fascia di prezzo superiore: i brani a 69 centesimi sembrano, almeno per il momento, una vera rarità.
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L’abbandono del DRM, sia da parte di iTunes che da parte di Amazon, ha aperto un mercato musicale nuovo, libero e compatibile con la maggior parte dei lettori audio in circolazione. CNet ha deciso di comparare i due servizi per capire quale sia il migliore per gli utenti.
La redazione di CNet ha confrontato iTunes e Amazon su cinque differenti qualità: tipologia di player, ampiezza dei cataloghi, compatibilità, qualità audio, prezzi.
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