GhostReader: text to speech sul Mac

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GhostReader è uno dei software più apprezzati, in ambiente Mac, per la conversione text-to-speech (ovvero per convertire documenti testuali in audio) e, con la versione 1.5, è ulteriormente migliorato.

Grazie a GhostReader è possibile ascoltare i propri documenti: il programma mette a disposizione delle voci che sembrano naturali (l’effetto sintetico è davvero ridotto) in molte lingue, tra le quali l’Italiano; in questo modo oltre a venire incontro ai portatori di handicap visivi, GhostReader permette anche di creare automaticamente un podcast personale o un proprio audiobook.

Tra gli altri utilizzi, l’applicazione può essere anche usata come un valido supporto allo studio di lingue straniere (per migliorare la pronuncia) ma anche per convertire in tracce audio i propri appunti e magari, ascoltarli in viaggio.

Ma quali sono le novità della nuova versione? Innanzitutto sono state aggiunte nuove lingue, ma anche migliorate quelle esistenti (per l’Italiano vi consiglio la voce femminile, ha una resa migliore); è stato introdotto anche un editor della pronuncia, per modificare il modo in cui una parola viene pronunciata o per aggiungere nuove abbreviazioni.

È ora possibile esportare direttamente in iTunes i documenti o il testo selezionato, scegliendo tra diversi formati (AAC, MP3, Wav, AIFF, Apple Lossless); in Leopard sono supportati anche i file .docx e odt per la lettura.

GhostReader è un software a pagamento (costa 40$) ma è possibile scaricare una versione trial, completamente funzionante per 15 giorni (anche non consecutivi); il download pesa appena 3MB, ma se volete aggiungere le voci Italiane dovrete scaricare un secondo file di 54MB.

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Commenti

  1. [1]

    Sarebbe ora che il buon Steve si rendesse conto che il Mac viene venduto anche in nazioni che non parlano esclusivamente inglese e che opportunamente il sistema operativo dovrebbe essere in grado di leggere anche in altre lingue. E magari un dizionario in italiano non farebbe schifo… Ma si sa… noi italiani siamo solo servi della gleba. La vicenda iPhone lo dimostra.

  2. [2]

    Sono d’accordo Tiziano! E’ incredibile che oggi si debba ricorrere a soluzioni a pagamento per avere voci di sistema in italiano! Per quanto riguarda la vicenda iPhone, invece non sono del tutto d’accordo penso che derivi tutto dalle eccessive pretese di Apple piuttosto che da una scarsa considerazione del Bel Paese… d’altronde pare saremo i primi a potere scegliere tra due operatori!

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