Apple ha perso il copyright del marchio iPad in Cina e le conseguenze legali per Cupertino non apprestano a concludersi. Non solo iPad potrebbe essere inibito da uno dei mercati più vasti al mondo, ma è stata avviata anche un’azione legale nei confronti dell’azienda da parte di Proview Technology, che accusa la Mela di utilizzare indebitamente il nome iPad. Per tale motivo, Apple potrebbe esser costretta a pagare una multa di 38 milioni di dollari.
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Apple avrebbe perso tra le fila del proprio team David Tupman, capo del settore ingegnerizzazione per iPhone e iPod. Ha messo la propria firma su diversi importanti brevetti registrati da Cupertino e ha ricoperto ruoli di rilievo fin dall’inizio della sua avventura nella Mela. La sua dipartita va ad aggiungersi alle numerose perdite viste negli ultimi tempi in Apple, come ad esempio l’ex capo di OS X, iAd e il boss della sicurezza globale.
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Continuano le polemiche sulle condizioni di lavoro degli operai alla Foxconn, il principale partner di Cupertino per la fabbricazione dei più svariati device elettronici. A intervenire è questa volta la CNN, che è addirittura riuscita a raccogliere la testimonianza di un’operaia cinese, in netta contrapposizione con le dichiarazioni rilasciate sia da Foxconn che da Cupertino.
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Google ha riferito che un ex dipendente Apple lavora ora nel suo team. Secondo quanto riportato sul Web, trattasi di Simon Prakash, fino a poco fa Senior Director of Product Integrity di Cupertino, il quale dovrebbe lavorare su un progetto segreto in sviluppo nei cantieri di Mountain View o, in alternativa, si occuperebbe della direzione dei progetti hardware di Motorola, acquisita da Google qualche mese fa.
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Robin Burrowes, responsabile Xbox LIVE nell’area EMEA (che comprende le zone di Europa, Africa e Medio Oriente), ha lasciato Microsoft per entrare in Apple con il ruolo di capo marketing App Store per iTunes Europe. Non c’è ancora la conferma ufficiale da parte di Cupertino, ma la nuova occupazione di Burrowes è resa nota dal profilo dell’uomo su LinkedIn.
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Sta facendo discutere molto in rete lo spot TV lanciato da un’azienda taiwanese rappresentante Steve Jobs, ovviamente interpretato da un attore locale, che con ali e aureola presenta al pubblico un nuovo tablet. Naturalmente il device non è marchiato Apple: si chiama Action Pad e, come spesso succede in questi casi, presenta un versione customizzata del sistema operativo rivale Android.
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L’ondata delle polemiche sulla produzione di device Apple in Cina, sollevata dal The New York Times e smentita da Tim Cook, non accenna a volersi placare. Ultimo in ordine di tempo a intervenire è il magnate Donald Trump, il quale ha espresso il desiderio che Cupertino produca i sui prodotti all’interno dei confini degli Stati Uniti.
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Il grosso polverone mediatico alzato dal New York Times, che nella sua recente inchiesta ha denunciato le precarie condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti Foxconn adibiti alla produzione di dispositivi Apple, con l’immediata risposta del CEO Tim Cook che ha definito “false e offensive” tali accuse, ha scatenato la nascita di una petizione che ha già raccolto più di 35.000 firme, per far sì che questi abusi sul lavoro possano avere fine.
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Sostituire Ron Johnson non era impresa facile per Apple, dallo scorso giugno alla ricerca di un degno sostituto dell’attuale nuovo amministratore delegato di JC Penney. Il nuovo senior vice president retail di Apple è John Browett, come annunciato ufficialmente nelle scorse ore dal gruppo di Tim Cook.
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La segretezza è uno degli elementi che più contraddistingue Apple: ogni mossa, ogni prodotto in via di presentazione e qualsiasi strategia non può subire fughe di notizie, proprio perché Cupertino vuole assicurarsi un vantaggio concorrenziale su tutti i player del mercato e stupire l’utenza. Sarà forse per questo motivo che tutti i nuovi assunti sono sottoposti a progetti fantasma.
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