About Matteo Campofiorito
Sono nato a Roma il 4 Luglio 1977 e mi sono laureato in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza. Ho collaborato con riviste di informatica, blog e testate ecologiste.
Attualmente lavoro come content manager per oneOpenSource.it, GreenStyle.it, blog.html.it, CMS.HTML.it, Sicurezza.HTML.it e Webmarketing.HTML.it. Il mio blog personale è
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Il Mac App Store è arrivato solo ieri (ne parleremo diffusamente in un post successivo) e già sono stati individuati dei metodi per utilizzare gratuitamente le applicazioni a pagamento. Il primo metodo non è ancora stato dimostrato praticamente ma farebbe uso di un software chiamato Kickback che consentirebbe di scaricare e usare qualsiasi applicazione presente su Mac App Store senza spendere un euro.
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La prime prove su strada del nuovo MacBook Air stanno cominciando a circolare in Rete. Il netbook mini-notebook di Cupertino sta ricevendo buone critiche per l’estrema portabilità, leggerezza e velocità ma è emerso subito un dato che non mancherà di suscitare polemiche: Flash Player non è preinstallato.
La guerra tra Apple e Adobe dunque si riaccende con l’arrivo dell’Air, un dispositivo che nella versione da 11,6 pollici si pone a metà strada tra un iPad e un MacBook.
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Nuovi iMac Touch, solo un rumor o qualcosa di più concreto? Stando alle voci che circolano in queste ore, Apple starebbe testando dei pannelli touch capacitivi realizzati da Sintek Photronics per i nuovi all-in-one della linea Mac.
Il rumor arriva da Digitimes che afferma come vi siano state delle spedizioni di schermi touch verso Cupertino.
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Non solo strumenti di sviluppo made in Cupertino per creare applicazioni per iPhone. È questa in estrema sintesi la dichiarazione che Apple ha diramato attraverso un comunicato stampa in cui si pone fine al monopolio di strumenti targati Mela e si apre la strada a tutte quelle società che fin’ora si sono viste tagliate fuori. Un nome su tutti? Adobe, che da mesi sta portando avanti una battaglia con Jobs per consentire lo sviluppo di app per iPhone con i propri tool.
Ma Adobe e i programmatori che vogliono usare Flash per realizzare app non sono i soli che beneficeranno della fine del monopolio, anche gli sviluppatori abituati a usare tool Microsoft potranno trarre vantaggi da questa importante apertura.
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Con iTunes 10 è arrivato sugli schermi degli utenti Ping, il social network musicale di Apple. Nella presentazione Steve Jobs lo aveva paragonato a Facebook e Twitter, per questo l’attesa di vederlo era molta. Un’attesa che si è trasformata presto in delusione.
Dispiace dirlo, ma al momento chi è abituato alla semplicità di interazione con Facebook o all’immediatezza di Twitter si troverà fortemente limitato dalla logica di utilizzo proposta da Ping. Per trovare amici, al momento, non è disponibile la ricerca su Facebook, su Twitter o su Gmail. Facebook viene citato nella schermata “Persone” come strumento per aggiungere nuovi amici a Ping ma non c’è possibilità di accedere al social network di Zuckerberg per effettuare una ricerca.
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Da qualche minuto l’Apple Store è down. Cupertino, come tradizione, poco prima di un keynote in cui verranno presentati nuovi prodotti chiude il proprio store online.
Cosa ci aspetterà alla riapertura? Nuovi iPod Nano? Molto probabile. Un iPod Touch 3G? Forse. iTV probabile, ma non certo.
Voi cosa vi aspettate?
La decisione di trasmettere in video streaming il keynote di oggi non sarebbe un gesto di “apertura” da parte di Apple, per consentire a tutti (non proprio tutti per la verità) di poter vedere i nuovi iPod e iTV. Alla base della scelta ci sarebbe invece la volontà di mettere sotto stress il nuovo datacenter di Apple, collocato a Maiden, in North Carolina.
Il keynote costituirebbe una prova del nove sulla tenuta dei server targati Mela, fornendo a Jobs e soci un dato importante per capire se i cluster reggeranno (l’imminente?) passaggio di iTunes a una versione cloud, in grado di veicolare streaming audio e video verso i dispositivi di Cupertino.
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Per la prima volta nella storia dei keynote, Apple ha deciso di offrire l’evento di questa sera in live video streaming. Basterà collegarsi ad Apple.com per vedere Steve Jobs (ci sarà il grande capo?) e soci presentare una delle tante novità che hanno animato i rumor di questa settimane.
Sarà davvero la volta di iTV, l’evoluzione di Apple TV, o il nuovo iPod Touch 3G, oppure il nuovo iPod Nano? Difficile dare una risposta. Di certo però una cosa si sa sull’evento: sarà per molti ma non per tutti.
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Il DevTeam ha colpito ancora, e ancora una volta è comex ad aver messo in ginocchio il sistema operativo dell’iPhone. Da qualche ora il talentuoso membro del DevTeam ha reso pubblico un metodo per effettuare il jailbreak di iPhone 4 con iOS 4 e iOS 4.0.1, ma anche di iPhone 3GS con nuova Bootrom e iOS 3.1.2 e 3.1.3, iPhone 3G, iPod Touch e ovviamente anche iPad.
In pratica tutti i dispositivi mobili della Mela, con qualsiasi sistema operativo siano equipaggiati, sono “bucabili” con il jailbreak (una pratica divenuta legale negli Stati Uniti) messo a punto da comex. Per una lista completa di tutti i sistemi e dispositivi consiglio di leggere un post Redmond Pie.
Ma il nuovo jailbreak, chiamato JailbreakMe 2.0 Star, è molto interessante non solo per la sua versatilità ma anche per il metodo con cui permette di bucare iOS: basta semplicemente navigare con Safari.
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Un 4 luglio da dimenticare per molti utenti di iTunes che si sono ritrovati addebiti su carta di credito per acquisti mai fatti su App Store. La colpa sembra essere attribuibile a uno o più sviluppatori che sono riusciti a pubblicare su App Store degli eBook finti e a portarli in cima alle classifiche dello store di Apple violando numerosi account iTunes con password deboli.
In un primo momento i report pubblicati in Rete facevano pensare a qualche falla presente in iTunes e i titoli presenti in molti post hanno rilanciato la notizia come se si trattasse di un problema di sicurezza di Apple. La notizia invece va ridimensionata, come giustamente ha fatto notare MacRumors: non esiste alcuna falla di sicurezza in iTunes.
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