La polemica ha sempre accompagnato l’esistenza di App Store, dati i criteri piuttosto curiosi che lo staff Apple utilizzerebbe per approvare, o rifiutare applicazioni sul proprio negozio virtuale. C’è chi, tuttavia, si è spinto addirittura oltre: Google. I software pensati per Android, infatti, potranno essere cancellati da remoto dai telefoni degli utenti, su decisione insindacabile di bigG.
Le ragioni che porterebbero ad un simile intervento d’urto andrebbero a coprire quella zona grigia della sicurezza, spesso utilizzata come pretesto per altri scopi. Le applicazioni, infatti, dovrebbero essere attentamente vagliate prima di apparire sullo store Android, di conseguenza è difficile credere che si possano rivelare dannose per l’utente dopo il via libera di bigG.
La vicenda è salita agli onori di cronaca ieri, quando è stato effettuato un test di questo sistema. Due applicazioni rese attraenti per gli utenti, ma assolutamente non dannose, sono state cancellate da remoto e gli user sono stati avvisati della rimozione sul telefono. Ma, a differenza di quel che accade quotidianamente per Apple, nessuno si è appellato alla privacy, alla libertà degli utenti, alle pratiche anticoncorrenziali, al “Grande Fratello” di Orwell e via dicendo.
Difficile, perciò, capire la discriminante fra le due aziende. Quando Google limita, di fatto, le libertà d’uso degli utenti, riceve il plauso della stampa per la sua attenzione alla sicurezza. Quando Apple vieta un’applicazione per qualsiasi motivo, tra cui per l’appunto la sicurezza degli utenti, viene tacciata di becera censura.
Non è nostra intenzione giustificare a spada tratta le scelte di App Store, ampiamente criticate anche su questo blog, ma probabilmente questa diversità rende bene il metro di misura con cui gli esperti di settore son soliti giudicare Apple: il pregiudizio.
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Sicuramente l’atto di Google è stato avventato: sarebbe stato meglio avvisare tutti gli utenti con un messaggio, invitandoli FORTEMENTE a eliminare la app incriminata.
http://www.tomshw.it/cont/news/google-ti-cancella-le-app-dal-telefono-per-sicurezza/25976/1.html
Forse il fatto che Android sia open a placato le critiche (cosa possa fare l’OS di buono e di malvagio, a differenza di iOS, lo si vede nei sorgenti) anche se non è una motivazione valida per l’atto di Google. Dubito poi che tutti quelli che usano Android sappiano cosa voglia dire che è opensource.
di abba - 29 giugno 2010 - 13:22
Se ho compreso bene…
Abba, guarda che lui si sta chiedendo perchè se certe cose arrivano o se c’è la possibilità che arrivino da Apple c’è la rivolta mentre se arrivano da Google (Android & Co.) O Windows Microsoft…..Nessuno muove un dito e,anzi, con quel silenzio che sembra complice non ci sia una disparità di trattamento nei confronti di talune aziende al fine di eliminarle dal mercato e spartirsi la sua carogna (e il mercato ovviamente).
Tieni presente che Apple non ha mai fatto uso di quella sua facoltà. Atri nonnsi sono fatti tanti scrupoli quando è parso vantaggioso farlo, per qualche loro ragione.
Forse, sarebbe opportuno ricordarsi che il cliente, prima di essere tale è un utente di prodotti di aziende che devono ricordarsi che la correttezza è qualcosa di facoltativo o, peggio, di qualcosa inventato da qualcuno per limitare la loro sete di profitti.
IMHO, naturalemente,
di Ratamusa - 30 giugno 2010 - 07:56
Sono d’accordo anch’io che l’atto di Google è passato sotto silenzio; mi chiedevo soltanto se il motivo fosse legato all’OS o all’immagine che gli utenti hanno dell’azienda, che è qualcosa che dice tutto e niente della loro etica.
di abba - 30 giugno 2010 - 13:26
Apple non l’ha fatto perché non ce n’è mai stato bisogno: essendo tutto controllato e filtrato già nello store, ma ha la possibilità di farlo, come ogni altro produttore. Google con il suo market aperto a tutti e libero (è l’utente a scegliere e valutare se l’applicazione è affidabile) ha sfruttato questa possibilità per fare un po’ di pulizia (in questo caso). Ovviamente può farlo solo con le applicazioni del market, non con quelle installate per altre vie (cosa contemplata dal sistema operativo google), perché non accede al telefono per cancellare le applicazioni, ma rimuove l’applicazione sul market e contestualmente dagli account degli utenti (memorizzati sui server di google) e, quando tutti i telefoni collegati all’account si connettono ad internet, si adeguano. Se mai farà qualcosa di peggio, sicuramente google non verrà scusata, ma verrà tartassata dagli stessi “androidiani”. A quel punto basterà non usare il market di google e riferirsi a quello del produttore del telefono o ad uno alternativo: su Android non si è legati per forza al market ufficiale.
di Nicola - 30 giugno 2010 - 16:21
Credo anche io che la motivazione sia nel fatto che Android sia un OS Open Source, e le percentuali di applicazioni free, sono fortemente maggiori rispetto a quelle del mondo Apple, dove bisogna pagare per poter inserire il proprio software in Apple Store, difatti ricordiamoci che il 30% di tutte le vendite va ad Apple, oltre ad avere comunque il diritto di eliminare il software dal “nostro” terminale.
In ogni caso esiste in Android la possibilità di raggirare facilmente questo “problema”
Il raggiro è semplice, basta scaricare ed installare l’applicazione dal sito del produttore, oramai tutti hanno uno straccio di pagina con le descrizioni, e la differenza è proprio questa, non passando per l’Android Market, Google non può tracciare la nostra connessione ed il nostro ID, di conseguenza non può disinstallare qualcosa se non sa dove si trova, non vi pare?
E questo il bello dei sistemi Open Source, e sopratutto di Android, non hai bisogno di passare attraverso Android Market per pubblicizzare il tuo software, a differenza di Apple.
Questa mentalità oramai è stata abbandonata da Apple, si vede che dopo le tante critiche su Microsoft, ha notato che non servivano a nulla, che Microsoft andava avanti e potente per la sua strada, così hanno deciso di fare propria l’idea Microsoft, ed a quanto pare ci stanno comodi.
Permettetemi di dire, anche se off topic, che stiamo vedendo un film già visto in ambiente PC/DOS o chi come me ha vissuto il periodo precedente il CPM.
Apple con mentalità Open Source e prodotti tecnologicamente innovativi, forse troppo per i tempi, sono caduti dopo che Microsoft ed IBM hanno creato un’impero, grazie a quest’ultima che ha concesso ad altre case di produrre pagando una royalty sulle vendite, della propria architettura, e questa idea vincente ha fatto arricchire Microsoft, la stessa IBM ed ha affossato Apple.
Ora mi sembra di vedere la stessa cosa, al posto di Microsoft ed IBM, troviamo Android e Goolge, che poi sono la stessa cosa.
Che dite come andrà a finire la storia?
Secondo me basta vedere un po di numeri e statistiche di quest’ultimo anno sull’esponenziale crescita di Android come OS e degli oltre 65.000 software presenti in Android Market senza contare quelli non presenti, e sono tantissimi fidatevi.
E da oltre un anno che lavoro su Android, per alcune aziende Cinesi, e devo dire che per me resta il miglior OS per Device Mobili che abbia mai visto.
Buona giornata a tutti.
di Luigi Iannantuoni - 30 giugno 2010 - 17:52